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23/02/2026Il blocco con gli anti-PD-1/CTLA-4 nivolumab e ipilimumab si associa a un elevato tasso di risposta duratura in tumori non colorettali con deficit del mismatch repair ed elevata instabilità dei microsatelliti
Un nuovo studio non randomizzato, recentemente pubblicato su JAMA Oncology, dimostra che l’associazione di nivolumab e ipilimumab porta a un’elevata percentuale di risposte durature nei tumori non colorettali con deficit del mismatch repair (dMMR) ed elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H).
Questo studio multicentrico di fase 2 ha arruolato 52 pazienti con 17 diversi tipi di tumori avanzati con dMMR/MSI-H; i pazienti sono stati trattati con ipilimumab in aggiunta a nivolumab. La monoterapia con anti-PD-1 fornisce infatti risposte durature in un terzo dei pazienti con tumori non colorettali dMMR/MSI-H avanzati; la combinazione con ipilimumab, che blocca CTLA-4, ha dimostrato di essere superiore alla monoterapia con anti-PD-1 nei tumori immunogenici come il melanoma. Gli autori hanno quindi testato l’associazione anche nei tumori non colorettali, valutandone efficacia e sicurezza. Il tasso di risposta obiettiva è stato del 63%, con una sopravvivenza libera da progressione di malattia del 71% a 6 mesi. Il doppio blocco è risultato favorevole anche mettendolo a confronto con gli studi pubblicati che hanno utilizzato la monoterapia con anti-PD-1. Gli autori perciò concludono che «il blocco anti-PD-1/CTLA-4 con nivolumab e ipilimumab può rappresentare un’opzione terapeutica alternativa alla monoterapia in questa popolazione di pazienti».





