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16/02/2026Attività clinica promettente per il nuovo farmaco immuno-coniugato patritumab deruxtecan in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule e metastasi cerebrali attive
Dopo i risultati positivi nelle pazienti con carcinoma mammario, nuovi dati dello studio di fase 2 TUXEDO-3, recentemente pubblicati su The Lancet Oncology, confermano una promettente attività clinica per patritumab deruxtecan (HER3-DXd) sulle metastasi cerebrali anche nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
Per questa parte dello studio di fase 2 TUXEDO-3, 20 pazienti con NSCLC e malattia metastatica radiologicamente documentata, metastasi cerebrali di nuova diagnosi o metastasi cerebrali in progressione dopo trattamento locale, con almeno una lesione cerebrale e nessuna necessità di terapia locale immediata, sono stati arruolati e trattati con HER3-DXd una volta ogni 3 settimane. Come sottolineano gli autori, «HER3, un membro della famiglia dell’EGFR implicato nella resistenza al trattamento attraverso l’attivazione di vie di segnalazione a valle, è stato riscontrato nel NSCLC indipendentemente dallo stato mutazionale e in oltre il 70% delle metastasi cerebrali del NSCLC. HER3-DXd ha mostrato promettenti tassi di risposta obiettiva in pazienti pesantemente pretrattati con NSCLC e mutazione dell’EGFR, ma a oggi non erano disponibili dati sull’efficacia di HER3-DXd nelle metastasi cerebrali attive del NSCLC avanzato». Dopo un follow-up mediano di 5,3 mesi, il 30% dei pazienti ha mostrato risposte intracraniche; eventi avversi correlati al trattamento si sono verificati nell’80% dei pazienti, tra cui i più comuni sono stati nausea, diarrea e astenia; non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza. «Lo studio mostra un tasso di risposta obiettiva intracranica ed extracranica, un tasso di beneficio clinico e un tasso di controllo della malattia clinicamente rilevanti nei pazienti con o senza mutazioni driver», affermano gli autori. «Inoltre, i tassi di sopravvivenza osservati sono promettenti e sono accompagnati da un profilo di sicurezza tollerabile, oltre che dalla stabilizzazione della funzione neurologica e dei parametri di qualità della vita in questa popolazione pretrattata e ad alto rischio. Infine, analisi esplorative condotte nell’ambito dello studio TUXEDO-3 indicano che l’espressione tissutale di HER3 potrebbe non essere un biomarcatore predittivo adatto per l’attività di HER3-DXd». Gli autori concludono perciò che «I risultati prospettici dello studio TUXEDO-3 supportano l’uso di HER3-DXd nei pazienti con NSCLC e metastasi cerebrali attive, una volta che questo farmaco sarà approvato per la terapia del NSCLC metastatico. In particolare, la sua efficacia intracranica non è limitata ai pazienti con malattia con mutazione dell’EGFR. Pertanto, studi futuri dovrebbero valutare HER3-DXd in una popolazione più ampia».





