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15/12/2025I risultati del trial di fase 2 TUXEDO-3 mostrano un’attività clinica promettente per il nuovo farmaco immuno-coniugato patritumab deruxtecan in pazienti con carcinoma mammario e metastasi cerebrali attive
Nuovi dati dello studio di fase 2 TUXEDO-3, recentemente pubblicati su The Lancet Oncology, mostrano che patritumab-deruxtecan (HER3-DXd) potrebbe offrire una nuova opzione terapeutica aelle pazienti con carcinoma mammario avanzato e metastasi cerebrali attive, come già suggerito da dati precedenti.
Per lo studio di fase 2 TUXEDO-3, 21 donne conun carcinoma mammario avanzato (luminale, HER2-positivo o triplo negativo) già molto pretrattato sono state arruolate e trattate per una mediana di 3 mesi con HER3-DXd. Questo nuovo farmaco immuno-coniugato ha come bersaglio HER3, che è sovraespresso nelle metastasi cerebrali del carcinoma mammario metastatico; come sottolineano gli autori, «Un obiettivo terapeutico fondamentale è ritardare o evitare la radioterapia cerebrale totale, fornendo al contempo un trattamento sistemico efficace. Trastuzumab deruxtecan e l’inibitore della tirosin-chinasi tucatinib sono opzioni terapeutiche sistemiche consolidate per il carcinoma mammario HER2-positivo con metastasi cerebrali. Tuttavia, una progressione della malattia è prevedibile e sono necessari approcci sistemici per il carcinoma mammario luminale e triplo negativo, per i quali la terapia locale rimane lo standard di cura». Nello studio, la soglia per l’endpoint primario è stata pari ad almeno il 15% delle pazienti con una risposta intracranica. Dopo un follow-up mediano di 4,9 mesi, cinque pazienti (24%) hanno avuto una risposta intracranica indipendentemente dal sottotipo di carcinoma mammario; eventi avversi gravi si sono verificati in sei pazienti (29%) e non sono stati segnalati decessi correlati al trattamento. Come concludono gli autori, «Abbiamo dimostrato un’attività clinicamente significativa in una popolazione ampiamente pretrattata e, soprattutto, abbiamo osservato che sia la qualità della vita sia la funzione neurocognitiva sono state preservate, sottolineando il potenziale valore clinico di questo approccio. Lo studio TUXEDO-3 costituisce una prova di attività clinica per una terapia basata su un farmaco immuno-coniugato in pazienti con tumore alla mammella e metastasi cerebrali al di là del contesto HER2-positivo, evidenziando un’importante opportunità per affrontare esigenze insoddisfatte in altri sottotipi tumorali».





