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20/01/2025Uno studio di dose escalation dimostra per la prima volta nell’uomo una sicurezza accettabile e una promettente attività tumorale per fianlimab in monoterapia o in combinazione con cemiplimab
Un nuovo studio pubblicato di recente su Clinical Cancer Research mostra una sicurezza accettabile e dati preliminari di un’attività antitumorale per fianlimab, un anticorpo contro il gene-3 attivatore dei linfociti (anti-LAG-3), in monoterapia o in combinazione con l’anti-PD-1 cemiplimab in pazienti con neoplasie avanzate.
Una combinazione di anti-LAG-3 più anti-PD-1 (relatlimab più nivolumab) ha recentemente dimostrato un’efficacia superiore alla monoterapia con anti-PD-1 in uno studio di fase 3 su pazienti con melanoma avanzato, portando alla prima approvazione di un anti-LAG-3 per il trattamento di neoplasie umane. I dati preclinici suggeriscono che l’anti-LAG-3 fianlimab, combinato con l’anti-PD-1 cemiplimab, potenzi l’attività antitumorale di cemiplimab: gli autori di questo studio di fase 1 hanno quindi arruolato 78 pazienti con tumori avanzati somministrando loro da 1 a 40 mg/kg di fianlimab più 350 mg di cemiplimab ogni 3 settimane, seguendo diversi protocolli di aumento della dose. Un paziente trattato con 3 mg/kg di fianlimab + cemiplimab ha manifestato tossicità dose-limitanti; non è stata raggiunta la dose massima tollerata. La farmacocinetica di fianlimab è stata consistente e proporzionale alla dose, nonché simile in monoterapia e in terapia di combinazione. Tra i pazienti che hanno ricevuto fianlimab + cemiplimab, cinque hanno ottenuto una risposta parziale, tre di loro manifestando una risposta dopo il passaggio dalla monoterapia alla terapia di combinazione. Fianlimab 1.600 mg ogni 3 settimane è la dose selezionata per gli studi di fase 2 e fase 3. Come concludono gli autori, «I risultati di questo primo studio di dose-escalation sull’uomo hanno imostrato un profilo di sicurezza accettabile per fianlimab sia in monoterapia che in combinazione con cemiplimab in pazienti con neoplasie avanzate. I pazienti hanno tollerato fianlimab e i risultati preliminari dell’attività clinica supportano quelli di precedenti studi preclinici e clinici, che suggeriscono prove di efficacia per una potenziale terapia di combinazione alternativa anti-LAG-3 e anti-PD-1».





