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13/01/2025Nuovi dati mostrano che mantenere una terapia con switch a paclitaxel e ramucirumab potrebbe essere una potenziale strategia di trattamento in pazienti con tumore HER2- avanzato gastrico o della giunzione gastroesofagea
Il nuovo studio di fase III ARMANI recentemente pubblicato su The Lancet Oncology mostra che mantenere una terapia con switch a paclitaxel e ramucirumab potrebbe essere una potenziale strategia di trattamento nei pazienti con carcinoma avanzato HER2-negativo gastrico o della giunzione gastro-esofagea.
Per lo studio ARMANI multicentrico, in aperto, randomizzato e di fase 3, sono stati arruolati un totale di 280 pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastro-esofagea localmente avanzato, non resecabile o metastatico HER2-negativo, che avevano il controllo della malattia dopo 3 mesi di trattamento con FOLFOX (leucovorina, fluorouracile, e oxaliplatino) o CAPOX (capecitabina e oxaliplatino). I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una terapia di mantenimento con switch a paclitaxel e ramucirumab o a continuare la chemioterapia per ulteriori 12 settimane, seguita da una monoterapia di mantenimento con fluoropirimidine (gruppo di controllo). A una mediana di follow-up di 43,7 mesi, il 90% dei 280 pazienti aveva avuto un evento con effetto sulla sopravvivenza libera da progressione di malattia (91% nel gruppo di mantenimento con switch e 90% nel gruppo di controllo). La mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 6,6 mesi nel gruppo di mantenimento con switch e di 3,5 mesi nel gruppo di controllo; eventi avversi gravi si sono verificati nel 20% dei 141 pazienti del gruppo con switch e nell’11% dei 135 pazienti del gruppo di controllo, ma sono risultati correlati al trattamento nell’1% dei pazienti. Come concludono gli autori, «il mantenimento della terapia con switch a paclitaxel e ramucirumab potrebbe essere una potenziale strategia di trattamento nei pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastro-esofagea avanzato ed HER2-negativo che non sono idonei all’immunoterapia o al trattamento con farmaci a bersaglio molecolare».





