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27/01/2025Un’analisi esplorativa di dati del trial CheckMate 816 mostra che l’immunoterapia duale offre potenziali benefici nel lungo periodo rispetto alla chemioterapia in pazienti con tumore al polmone resecabile
Lo studio internazionale di fase III Check-Mate 816 ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo con una terapia neoadiuvante a base di nivolumab e chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia neoadiuvante nella sopravvivenza libera da eventi e nella risposta patologica completa nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) resecabile; una nuova analisi esplorativa dei dati suggerisce un potenziale beneficio clinico a lungo termine con una terapia neoadiuvante a base di nivolumab più ipilimumab, come riportato di recente su Thoracic Oncology .
I dati provengono da 221 pazienti assegnati in modo casuale a ricevere nivolumab più ipilimumab o chemioterapia in terapia neoadiuvante; a una mediana di follow-up di 49,2 mesi, la mediana di sopravvivenza libera da eventi è stata di 54,8 mesi con nivolumab più ipilimumab in aggiunta alla chemioterapia e di 20,9 mesi con la sola chemioterapia, i tassi di sopravvivenza libera da eventi a 3 anni sono stati del 56% e del 44%. I tassi di sopravvivenza globale a 3 anni sono stati rispettivamente del 73% contro il 61% e i tassi di risposta patologica completa sono stati del 20,4% e del 4,6%. Il profilo di sicurezza della terapia neoadiuvante con nivolumab e ipilimumab è risultato coerente con dati già raccolti nel NSCLC, con bassi tassi di tossicità di alto grado. Come sottolineano tuttavia gli autori, «è stato osservato uno svantaggio precoce con nivolumab più ipilimumab, sia per la sopravvivenza libera da eventi che per la sopravvivenza globale durante i primi 9 mesi»; Thomas E. Stinchcombe, associate editor del Journal of Clinical Oncology, ha scritto che «Nonostante l’attività osservata con nivolumab e ipilimumab in questa analisi esplorativa, il tasso più elevato di eventi precoci ne preclude l’uso nella routine clinica. Sono necessari ulteriori studi per individuare la giusta popolazione di pazienti». Gli autori concludono che «I biomarcatori in grado di identificare i pazienti che trarranno beneficio dall’immunoterapia neoadiuvante sono di grande interesse clinico. Sulla base dei precedenti risultati del trial CheckMate 816, nivolumab in associazione alla chemioterapia rimane il trattamento neoadiuvante standard per i pazienti con NSCLC resecabile idonei al trattamento».





