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01/07/2024Buon profilo di sicurezza e benefici clinici con nivolumab e ipilimumab in terapia neoadiuvante nel tumore del colon-retto con deficit di riparazione dei mismatch
Un nuovo articolo pubblicato sul The New England Journal of Medicine dimostra che un’immunoterapia neoadiuvante con nivolumab più ipilimumab ha un profilo di sicurezza accettabile e può portare a una risposta patologica in un’alta percentuale di pazienti con cancro del colon-retto con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) localmente avanzato.
Questo studio di fase 2 ha arruolato 115 pazienti con tumore del colon-retto dMMR non metastatico, localmente avanzato, non trattato in precedenza. In questi pazienti l’efficacia della chemioterapia è limitata; i partecipanti sono stati trattati con immunoterapia neoadiuvante con nivolumab più ipilimumab, quindi sottoposti a intervento chirurgico. Eventi avversi immuno-correlati di grado 3 o 4 si sono verificati nel 4% dei pazienti e nessuno ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi; il 98% dei pazienti ha avuto una risposta patologica, di cui il 95% una risposta patologica maggiore e il 68% una risposta patologica completa. A un follow-up mediano di 26 mesi, nessun partecipante ha avuto una recidiva di malattia. «Abbiamo osservato una risposta patologica maggiore e una risposta patologica completa in un’elevata percentuale di pazienti, indipendentemente dallo stadio del tumore», affermano gli autori. «Nonostante l’elevata percentuale di tumori ad alto rischio e l’omissione della chemioterapia nella maggior parte dei partecipanti al nostro studio, fino a oggi nessun paziente ha avuto una recidiva della malattia. L’elevata percentuale di pazienti con una risposta patologica osservata dopo sole 4 settimane di trattamento, insieme al profilo di sicurezza, può essere una giustificazione sufficiente per fornire l’immunoterapia a pazienti con malattia ad alto rischio. Considerata l’elevata incidenza di recidiva della malattia nei pazienti con tumori dMMR allo stadio T4 o che si sono diffusi ai linfonodi nonostante la chemioterapia adiuvante, è necessario un trattamento sistemico migliore», concludono gli autori.





