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25/11/2024Pemigatinib ha mostrato di prolungare la sopravvivenza globale, a fronte di eventi avversi gestibili, in pazienti con colangiocarcinoma avanzato o metastatico già trattato in precedenza
Pemigatinib, un inibitore orale potente e selettivo del recettore del fattore di crescita dei fibroblasti 1-3 (FGFR1-3), induce una risposta duratura nei pazienti con colangiocarcinoma avanzato o metastatico già trattato in precedenza, come dimostrato dallo studio in aperto FIGHT-202, i cui risultati sono stati pubblicati di recente su ESMO Open.
Gli autori hanno arruolato 147 pazienti con colangiocarcinoma avanzato o metastatico precedentemente trattato con o senza alterazioni di FGF/FGFR; i partecipanti hanno ricevuto pemigatinib per via orale (13,5 mg) una volta al giorno in cicli di 21 giorni (2 settimane sì, 1 settimana no) fino alla progressione di malattia o alla comparsa di una tossicità non accettabile. I risultati del periodo di follow-up esteso,con una mediana pari a 45,4 mesi, mostrano che nel gruppo di pazienti con fusioni o riarrangiamenti di FGFR2 il tasso di risposta obiettiva è stato del 37%, con risposte complete e parziali osservate rispettivamente in 3 e 37 pazienti. La mediana di durata della risposta è stata di 9,1 mesi, la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia e la sopravvivenza globale sono state rispettivamente di 7 e 17,5 mesi. Il 10,2% dei pazienti ha manifestato eventi avversi correlati al trattamento che hanno portato all’interruzione della terapia. Come concludono gli autori, «Questa analisi finale dello studio FIGHT-202 ha dimostrato una risposta duratura continua, una sopravvivenza globale prolungata ed eventi avversi gestibili in pazienti con colangiocarcinoma avanzato o metastatico precedentemente trattato con fusioni o riarrangiamenti di FGFR2, supportando le approvazioni regolatorie di pemigatinib basate su questo studio di fase II a singolo braccio. Questi risultati evidenziano la necessità di test molecolari precoci nel colangiocarcinoma. Lo studio di fase III FIGHT-302 chiarirà ulteriormente il ruolo degli inibitori dell’FGFR nel colangiocarcinoma, in casi selezionati attraverso i biomarcatori. È necessaria una profilazione genomica completa di routine per scoprire nuove alterazioni FGFR2 su cui poter agire e per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio dall’inibizione dell’FGFR».





