
Un nuovo Breast Cancer Purity Score basato sull’espressione genica
04/11/2024
Una risposta duratura con pemigatinib nel colangiocarcinoma
18/11/2024In un nuovo studio italiano, una libreria di xenotrapianti di tumori mammari luminali aiuta a catturare l’eterogeneità tumorale ed esplorare i meccanismi di resistenza agli inibitori CDK4/6
Uno studio condotto da ricercatori del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, in collaborazione con Fondazione Michelangelo, è stato pubblicato su The Journal of Pathology e dimostra che una libreria di xenotrapianti ottenuti da pazienti con tumore mammario può essere utilizzata per aiutare nell’identificazione e nello sviluppo di terapie più efficaci nel carcinoma mammario luminale avanzato.
Gli autori hanno creato una biobanca completa di xenotrapianti derivati da pazienti (PDX), concentrandosi in particolare su pazienti con carcinomi mammari luminali positivi al recettore degli estrogeni e su giovani in premenopausa per i quali i modelli PDX sono attualmente scarsi, per studiare l’elevata eterogeneità di questi tumori e per comprendere i meccanismi molecolari che guidano la progressione tumorale e lo sviluppo di resistenza ai farmaci. Il tasso di successo nella realizzazione dei PDX è stato del 17% e i PDX rispecchiavano fedelmente le caratteristiche morfologiche e genetiche dei tumori mammari di origine, fungendo da modello affidabile per studiare la resistenza ai farmaci e testare diverse strategie terapeutiche. Come affermano gli autori, «I nostri modelli di PDX possono essere strumenti robusti per chiarire le basi molecolari della progressione del carcinoma mammario e per dare la possibilità di testare simultaneamente diverse terapie sullo stesso tumore e individuare possibili strategie per superare la resistenza al trattamento». I ricercatori si sono concentrati sui meccanismi di resistenza agli inibitori di CDK4/6, scoprendo che alcuni tumori possono tornare a proliferare durante la terapia con palbociclib, nonostante un’iniziale riduzione delle dimensioni, perché diventano refrattari all’inibitore di CDK4/6 sia a livello biologico che molecolare, con un significativo aumento di attività nelle vie di proliferazione; il targeting di questi processi molecolari può essere una strategia di successo per superare la resistenza, come dimostrato in organoidi derivati da questi PDX. Come concludono gli autori, «Considerando il numero sostanziale di pazienti con carcinoma mammario luminale che vanno incontro a una recidiva, la frequente comparsa di resistenza ai farmaci e il numero crescente di pazienti giovani, generare modelli appropriati per indagare i meccanismi di resistenza e identificare approcci di trattamento più efficaci è fondamentale. Con questa biobanca di campioni di carcinoma mammario e PDX abbiamo realizzato strumenti utili per la futura ricerca di base, traslazionale e preclinica».





