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02/12/2024L’aggiunta di inavosilib a palbociclib e fulvestrant aumenta la sopravvivenza libera da progressione di malattia nel carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HR+/HER2- con mutazioni di PIK3CA
Inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant comporta una sopravvivenza libera da progressione di malattia significativamente più lunga in pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- localmente avanzato o metastatico e con mutazioni in PIK3CA, come dimostra una nuova analisi dello studio INAVO120 recentemente pubblicata su The New England Journal of Medicine.
Inavolisib è un nuovo inibitore potente e selettivo di p110α che promuove la degradazione di p110α mutata. Nello studio randomizzato di fase 3 in doppio cieco INAVO 120, inavosilib in prima linea (somministrato alla dose di 9 mg una volta al giorno, per via orale) aggiunto a palbociclib-fulvestrant è stato confrontato con placebo più palbociclib-fulvestrant in un totale di 325 pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- localmente avanzato o metastatico mutato in PIK3CA. Dopo una mediana di follow-up superiore a 21 mesi in entrambi i gruppi, la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata pari a 15 mesi nel gruppo trattato con inavolisib e di 7,3 mesi nel gruppo placebo, mentre una risposta obiettiva si è verificata rispettivamente nell’85,4% e nel 25% delle pazienti. Il gruppo trattato con inavosilib ha mostrato anche una maggiore incidenza di effetti tossici, ma la percentuale di pazienti che ha interrotto un farmaco a causa di eventi avversi è stata bassa. Tutti i trattamenti di combinazione hanno previsto l’uso dei farmaci a pieno dosaggio e, come affermano gli autori, «Il sostanziale beneficio clinico osservato nel nostro studio può essere attribuito al blocco simultaneo delle tre vie di segnalazione critiche che guidano il carcinoma mammario HR+/HER2- localmente avanzato o metastatico mutato in PIK3CA (ovvero le vie PI3K, il recettore degli estrogeni e CDK4/6); ciò può aver ritardato e impedito l’emergere della resistenza al trattamento, che viene provocata principalmente da un cross-talk tra queste vie. Inoltre, il beneficio clinico prodotto dall’impiego di inavolisib si è verificato subito dopo l’inizio del trattamento ed è stato duraturo. Inavolisib più palbociclib-fulvestrant può quindi rappresentare una nuova opzione terapeutica per queste pazienti».
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