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13/07/2026Un trial di fase 1/2 mostra un’attività antitumorale promettente per l’inibitore di tirosin chinasi di nuova generazione repotrectinib in tumori solidi avanzati positivi per fusioni di NTRK
Nuovi dati dello studio di fase 1/2 TRIDENT-1, recentemente pubblicati su Nature Medicine, mostrano buone risposte sistemiche e intracraniche, con eventi avversi generalmente di basso grado, in pazienti con tumori solidi avanzati positivi per fusioni di NTRK.
TRIDENT-1 è uno studio registrativo di fase 1/2 che valuta repotrectinib, un inibitore della tirosin chinasi ROS1/TRK di nuova generazione, in pazienti adulti con tumori solidi avanzati, inclusi quelli positivi per mutazioni di NTRK. Un totale di 565 pazienti sono stati arruolati e trattati con almeno una dose di repotrectinib per l’analisi di sicurezza; 120 pazienti con tumori solidi localmente avanzati o metastatici NTRK-positivi che hanno iniziato il trattamento con repotrectinib a qualsiasi dose sono stati analizzati per l’efficacia. Dopo un follow-up fino a 25,7 mesi, il tasso di risposta è stato del 59% nella popolazione naive per gli inibitori della tirosin chinasi, con una sopravvivenza libera da progressione di di malattia pari a 30,3 mesi; nei pazienti pretrattati con inibitori della tirosin chinasi, il tasso di risposta è stato del 48% e la sopravvivenza libera da progressione di malattia pari a 7,4 mesi; nei pazienti pretrattati con mutazioni NTRK, il tasso di risposta è stato del 53%. Risposte intracraniche sono state osservate in due dei tre pazienti naive per gli inibitori della tirosin chinasi e in quattro dei sei pazienti pretrattati con inibitori della tirosin chinasi con malattia intracranica misurabile al basale. La maggior parte degli eventi avversi correlati al trattamento sono stati di basso grado, il più comune dei quali era la vertigine (57%). «Repotrectinib ha mostrato un’attività clinica duratura in pazienti adulti con tumori solidi NTRK-positivi, inclusi pazienti già trattati in precedenza con inibitori della tirosin chinasi, con o senza malattia intracranica», affermano gli autori. «Questi dati supportano repotrectinib come nuova opzione terapeutica per i pazienti con tumori solidi NTRK-positivi. In prospettiva, studi con un follow-up più lungo e popolazioni di pazienti più ampie aiuteranno a comprendere come la durata della risposta si traduca nella sopravvivenza globale e a determinare la sequenza di trattamento ideale».





