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05/02/2024I risultati del trial FIGHT-201 mostrano un’attività clinica per pemigatinib nel carcinoma uroteliale metastatico o non operabile con alterazioni di FGF/FGFR
I risultati finali dello studio FIGHT-201, pubblicati di recente su Annals of Oncology, mostrano che pemigatinib, un inibitore orale selettivo del recettore del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR1-3), è ben tollerato e ha un’attività antitumorale nel carcinoma uroteliale già trattato in precedenza, non resecabile o metastatico, con mutazioni o fusioni/riarrangiamenti di FGFR3.
Lo studio FIGHT-201 è uno studio multicentrico di fase II in aperto e a braccio singolo che ha coinvolto 270 pazienti con carcinoma uroteliale già trattato, non resecabile o metastatico con alterazioni di FGFR3. I pazienti hanno ricevuto pemigatinib alla dose di 13,5 mg una volta al giorno in modo continuo o con un protocollo intermittente, fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile. I risultati hanno mostrato che il tasso di risposta obiettiva è stato del 17,8% e del 23,3% nei pazienti trattati in modo continuo e intermittente, rispettivamente; il tasso di risposta obiettiva è risultato simile in entrambe le coorti di trattamento nei pazienti con la mutazione di FGFR3 più comune. La mediana di durata della risposta è stata pari a 6,2 mesi, la sopravvivenza libera da progressione di malattia 4 mesi e la sopravvivenza globale è risultata pari a 6,8 mesi; è stato osservato un beneficio clinico limitato nei pazienti con alterazioni di FGF/FGFR diverse dalla mutazione FGFR3. Tutti i pazienti hanno interrotto il trattamento, per lo più a causa della progressione della malattia (68,5%); dei 36 pazienti con campioni di tumore disponibili per l’analisi al momento della progressione di malattia, 6 presentavano 8 mutazioni in FGFR3 che avevano portato ad acquisire una resistenza secondaria. «Coerentemente con l’efficacia dimostrata di pemigatinib nel colangiocarcinoma avanzato con fusioni o riarrangiamenti di FGFR2 e in altri tumori solidi con alterazioni di FGF/FGFR, in questa analisi dei dati finali di FIGHT-201 pemigatinib ha dimostrato un’attività clinica ed eventi avversi gestibili in pazienti con carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico precedentemente trattato e con alterazioni di FGFR3, indipendentemente dal regime di somministrazione», concludono gli autori.





