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26/08/2024In un trial di fase 3 pembrolizumab in terapia adiuvante ha portato a un significativo miglioramento della sopravvivenza globale in pazienti con carcinoma a cellule renali ad alto rischio di recidiva
Nuovi dati pubblicati di recente sul New England Journal of Medicine mostrano un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma a cellule renali trattati con pembrolizumab in terapia adiuvante, un trattamento che in precedenza aveva già dimostrato di migliorare la sopravvivenza libera da malattia in questi pazienti.
Pembrolizumab è stato approvato nel 2021 come trattamento adiuvante per i pazienti con carcinoma a cellule renali e un rischio di recidiva da intermedio-alto a elevato dopo nefrectomia, con o senza la resezione delle lesioni metastatiche. L’approvazione si è basata sul miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza libera da malattia osservato con pembrolizumab nello studio di fase 3, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo KEYNOTE-564, dove la sopravvivenza libera da malattia stimata a 24 mesi con pembrolizumab è stata del 77,3% contro il 68,1% del placebo. Questo articolo presenta nuovi dati relativi all’endpoint secondario, la sopravvivenza globale; un totale di 496 pazienti con carcinoma a cellule renali e un aumentato rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico sono stati assegnati a ricevere pembrolizumab e 498 a ricevere un placebo. A un follow-up mediano di 57,2 mesi, il beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia è stato coerente con quello delle analisi precedenti; la sopravvivenza globale stimata a 48 mesi è stata del 91,2% nel gruppo trattato con pembrolizumab, rispetto all’86% nel gruppo placebo; il beneficio era coerente tra i diversi sottogruppi di pazienti. Pembrolizumab è risultato associato a una maggiore incidenza di eventi avversi gravi per qualsiasi causa (20,7% contro 11,5% con placebo). «Questo studio di fase 3 ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza globale con una terapia adiuvante in pazienti con carcinoma a cellule renali ad aumentato rischio di recidiva della malattia dopo nefrectomia, con o senza la resezione delle metastasi. I risultati supportano ulteriormente l’uso adiuvante di pembrolizumab come terapia standard dopo l’intervento chirurgico in questo contesto di malattia», concludono gli autori.





