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07/04/2025In un nuovo studio di fase 3 ivonescimab ha migliorato in maniera significativa la sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto a pembrolizumab nel carcinoma polmonare non a piccole cellule positivo a PD-L1 non trattato in precedenza
Il nuovo anticorpo bispecifico ivonescimab ha migliorato rispetto al pembrolizumab i risultati clinici in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato positivo al ligando di morte cellulare programmata-1 (PD-L1) non trattati in precedenza, come dimostrato di recente su The Lancet. Ivonescimab è un anticorpo bispecifico contro PD-L1 e il fattore di crescita endoteliale vascolare che ha mostrato risultati clinici promettenti negli studi di fase iniziale. Lo studio HARMONi-2, un trial randomizzato in doppio cieco di fase 3, ha confrontato ivonescimab (20 mg/kg) con pembrolizumab (200 mg/kg) in 398 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico positivo al PD-L1 non trattati in precedenza. La mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia con ivonescimab e pembrolizumab è stata rispettivamente di 11,1 mesi contro 5,8 mesi, con un beneficio che si è mantenuto all’interno dei sottogruppi con diversa espressione di PD-L1 e anche nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule squamoso e non squamoso. Eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o superiore si sono verificati nel 29% dei pazienti trattati con ivonescimab e nel 16% dei pazienti trattati con pembrolizumab; gli eventi avversi connessi al sistema immunitario di grado 3 o superiore sono stati simili tra i due diversi gruppi trattati con ivonescimab o pembrolizumab e complessivamente ivonescimab ha dimostrato un profilo di sicurezza gestibile. Come concludono gli autori «Ivonescimab ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione di malattia, con un profilo di sicurezza gestibile nel trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule positivo a PD-L1 localmente avanzato o metastatico; potrebbe perciò costituire una nuova opzione di trattamento per questi pazienti, indipendentemente dall’istologia del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Stiamo ampliando la gamma di sperimentazioni cliniche che testano ivonescimab, da solo e in varie combinazioni, sia nel carcinoma polmonare non a piccole cellule che in altri tipi di tumore».





