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24/11/2025Durante la Joint International Conference 2025 Innovation in Oncology organizzata da Fondazione Gianni Bonadonna, Fondazione Michelangelo ed European School of Oncology sono state discusse le novità più recenti in oncologia
Dalle prospettive dei farmaci immuno-coniugati alla radiomica, dall’immunoterapia all’impiego dell’intelligenza artificiale in oncologia, sono stati tanti i temi innovativi affrontati durante la Joint International Conference 2025 “Innovation in Oncology – New Drugs and the Impact of Artificial Intelligence”, organizzata da Fondazione Gianni Bonadonna con il supporto del Gruppo Prada, da Fondazione Michelangelo e dall’European School of Oncology.
Si è per esempio affrontato il nodo delle sfide poste dai farmaci immuno-coniugati, più potenti ma non più tollerabili delle piccole molecole e da sviluppare in futuro tenendo conto per esempio della stabilità dei linker e di come questa incida sulla tossicità; si è sottolineata l’importanza sempre più chiara del microbiota intestinale e del ritmo circadiano nella risposta all’immunoterapia, che suggerisce di modulare il microbiota e anche di somministrare la cura al mattino per un’efficacia maggiore. Ampio spazio è stato dato anche alle ‘terapie viventi’, con le cellule T ingegnerizzate sia come CAR-T sia soprattutto come TCR-T, che hanno la potenzialità di riconoscere anche antigeni interni alle cellule e di poter agire sui tumori solidi. L’innovazione in oncologia è stata declinata anche nei termini delle prospettive diagnostiche del futuro e delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, con contributi in cui si è sottolineato l’uso sempre più diffuso dell’analisi dei ctDNA per la stratificazione dei pazienti e per prendere decisioni terapeutiche; si sono inoltre raccontate le nuove possibilità offerte dalla radiomica e della patologia computazionale, per una fusione sempre maggiore delle diverse tecniche di imaging diagnostico. Gli esperti internazionali hanno quindi sottolineato l’importanza di un’ampia validazione esterna dei modelli diagnostici perché possano essere applicati in clinica, sottolineando però anche i costi elevati di alcune piattaforme, come l’imaging con citometria di massa, che per questo motivo più difficilmente possono essere utilizzate su larga scala in clinica. Il ruolo dell’intelligenza artificiale è stato sottolineato sia negli aspetti positivi, tra cui la maggior capacità di individuare nuovi target terapeutici e nuovi farmaci oltre che di lettura dell’imaging, sia nelle criticità, fra cui l’uso dell’IA per riferire i risultati scientifici o per fare diagnosi in pazienti che si discostano dalla media. Durante il convegno, infine, si è anche discusso il tema delle risposte adattive del tumore e delle potenzialità delle combinazioni di farmaci per superarle, ma anche dell’ottimizzazione della dose, per individuare i casi in cui potrebbe essere ridotta senza perdere di efficacia ma con un vantaggio in termini di minori effetti collaterali e maggiori risparmi.





