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16/12/2024I risultati del trial SERENA-2 mostrano un significativo vantaggio sulla sopravvivenza libera da progressione di malattia per camizestrant rispetto a fulvestrant nel carcinoma mammario positivo ai recettori degli estrogeni e negativo per HER2
Camizestrant, un degradatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERD) e antagonista completo del recettore degli estrogeni di nuova generazione, potrebbe essere una valida opzione terapeutica per le pazienti con carcinoma mammario avanzato positivo al recettore degli estrogeni/HER2 negativo, come dimostrano i risultati dello studio SERENA-2 recentemente pubblicati su The Lancet Oncology.
SERENA-2 è uno studio multicentrico di fase 2, randomizzato e in aperto, che ha coinvolto pazienti in post-menopausa con carcinoma mammario avanzato positivo ai recettori degli estrogeni e HER2-negativo; 240 pazienti sono state randomizzate a ricevere camizestrant per via orale una volta al giorno alla dose di 75 mg, 150 mg o 300 mg (fino a quando il gruppo dei 300 mg non è stato chiuso), oppure fulvestrant, il primo SERD a essere stato approvato (500 mg per via intramuscolare). A una mediana di follow-up di oltre 16 mesi per camizestrant e 14,7 mesi per fulvestrant, la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 7,2 mesi con camizestrant 75 mg, 7,7 mesi con camizestrant 150 mg e 3,7 mesi con fulvestrant; eventi avversi gravi legati al trattamento si sono verificati nell’8% delle pazienti del gruppo trattato con camizestrant 75 mg, nel 10%delle pazienti del gruppo camizestrant 150 mg, nel 10% delle pazienti del gruppo camizestrant 300 mg e nel 5% delle pazienti del gruppo trattato con fulvestrant. Ci sono stati pochi aggiustamenti della dose e non sono stati identificati nuovi problemi di sicurezza. Entrambe le dosi orali giornaliere di 75 mg e 150 mg di camizestrant in monoterapia hanno migliorato la sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto a fulvestrant; il beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stato osservato in tutti i sottogruppi clinicamente rilevanti, come nelle pazienti già trattate con inibitori CDK4/6, con metastasi epatiche e/o polmonari e con mutazioni di ESR1 rilevabili nel DNA tumorale circolante al basale, mentre il SERD fulvestrant di precedente generazione è clinicamente efficace solo contro la malattia senza mutazioni di ESR1. Come concludono gli autori, «i risultati dello studio SERENA-2 integrano altri dati del programma di sviluppo di camizestrant corroborando la scelta di 75 mg come dose ottimale per ulteriori indagini, perché bilancia la massima efficacia con una minore frequenza di eventi avversi. Questi dati supportano l’uso del SERD di nuova generazione camizestrant come opzione terapeutica potenzialmente valida per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale e avanzata».





