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Nello studio ATRACTIB, pubblicato di recente su Nature Medicine, la combinazione di atezolizumab, paclitaxel e bevacizumab come trattamento di prima linea per pazienti con carcinoma mammario triplo negativo avanzato (aTNBC) ha mostrato dati promettenti di sopravvivenza libera da progressione di malattia, senza nuove segnalazioni di sicurezza.
L’attuale trattamento di prima linea per aTNBC è determinato dall’espressione di PD-L1, ma nonostante i progressi terapeutici la mediana di sopravvivenza globale rimane scarsa. Come affermano gli autori, «È inoltre fondamentale esplorare il potenziale sinergismo delle immunoterapie in combinazione con altri agenti mirati o citotossici». Pertanto, nello studio ATRACTIB è stata valutata una combinazione di atezolizumab, paclitaxel e bevacizumab come trattamento di prima linea in 100 pazienti con aTNBC. La mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata pari a 11 mesi e il tasso di risposta obiettiva è stato del 63%, con il 14% dei pazienti che ha avuto risposte complete e il 49% con risposte parziali; la mediana di sopravvivenza globale è stata di 27,4 mesi. Tutte le pazienti hanno manifestato eventi avversi correlati al trattamento, con il 61% che ha presentato eventi avversi di grado 3 o 4; non sono stati osservati decessi correlati ala terapia o nuovi segnali di sicurezza. Come concludono gli autori, «Lo studio ATRACTIB ha dimostrato che la combinazione di atezolizumab, paclitaxel e bevacizumab mostra un’attività antitumorale incoraggiante nel trattamento di prima linea in pazienti con aTNBC, indipendentemente dall’espressione di PD-L1. È importante sottolineare che bevacizumab sembra migliorare l’efficacia dell’immunoterapia in questa popolazione di pazienti. I nostri risultati giustificano perciò ulteriori indagini che valutino il ruolo di bevacizumab in combinazione con nuovi farmaci immuno-coniugati e immunoterapie, indipendentemente dall’espressione di PD-L1».





