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22/09/2025Un doppio blocco mirato a HER2 con pirotinib e il nuovo farmaco immuno-coniugato ARX788 in terapia neoadiuvante è una strategia promettente nel carcinoma mammario HER- positivo in fase iniziale o localmente avanzato
Uno studio di fase 2b recentemente pubblicato su Nature Communications mostra un significativo beneficio clinico con il farmaco immuno-coniugato ARX788 e l’inibitore della tirosin-chinasi pirotinib utilizzati in terapia neoadiuvante in pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale o localmente avanzato.
Pirotinib è un inibitore irreversibile della tirosin-chinasi che agisce su HER1, HER2 e HER4; ARX788 è un farmaco immuno-coniugato costituito da un anticorpo a base di trastuzumab legato a due inibitori della tubulina; studi clinici hanno già dimostrato l’efficacia e la sicurezza di ARX788 nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. Lo studio MUKDEN 06, un trial multicentrico randomizzato di fase 2b, ha confrontato in 152 pazienti il farmaco immuno-coniugato anti-HER2 ARX788 in associazione a pirotinib con il regime neoadiuvante standard a base di docetaxel, carboplatino, trastuzumab e pertuzumab. I risultati mostrano che la risposta patologica completa è stata ottenuta nel 70,6% delle pazienti trattate con ARX788 e pirotinib, rispetto al 51,5% del gruppo in terapia neoadiuvante standard, con una differenza assoluta significativa e pari al 19,1%. Gli eventi avversi di grado 3-4 più comuni sono stati diarrea e disfunzione epatica nel gruppo trattato con ARX788 più pirotinib, affaticamento, nausea e anoressia nel gruppo in neoadiuvante standard. Nel gruppo trattato con ARX788 più pirotinib sono stati osservati casi di malattia polmonare interstiziale/polmonite ed eventi avversi oculari, indicando un distinto profilo di sicurezza. «Sebbene questa combinazione abbia dimostrato uno specifico profilo di sicurezza che richiede ulteriori verifiche, rappresenta una strategia terapeutica per i pazienti che potrebbero non rispondere in modo ottimale ai regimi neoadiuvanti convenzionali. La ricerca in corso che ha come obiettivo la selezione dei pazienti basata sui biomarcatori e la gestione della tossicità sarà essenziale per ottimizzare l’utilità clinica delle combinazioni di farmaci immuno-coniugati e inibitori della tirosin-chinasi nel carcinoma mammario HER2-positivo», concludono gli autori.





