
L’efficacia di sunitinib nei feocromocitomi e paragangliomi metastatici
22/04/2024
In memoria di Pinuccia Valagussa
07/05/2024Uno studio di fase 1 mostra una buona sicurezza e risultati promettenti per OMO-103, un nuovo inibitore MYC
Una mini-proteina di 91 aminoacidi, OMO-103, è un nuovo inibitore di MYC promettente che potrebbe dare un potenziale beneficio nei pazienti con tumori solidi avanzati, come dimostra uno studio di fase I recentemente pubblicato su Nature Medicine.
L’oncogene MYC è considerato un eccellente bersaglio terapeutico ma diverse difficoltà tecniche, in particolare la natura intrinsecamente ‘disordinata’ della proteina, hanno finora impedito lo sviluppo di un inibitore MYC clinicamente valido. Questo è il primo studio clinico di fase 1 condotto sull’uomo per valutare la sicurezza, la farmacocinetica e i dati preliminari di attività di OMO-103, una mini-proteina anti-MYC che ha un meccanismo d’azione nuovo, mai testato finora. Gli autori hanno coinvolto un totale di 22 pazienti con un’ampia gamma di tumori solidi metastatici che avevano ricevuto una media di quattro linee precedenti di trattamento; il disegno dello studio prevedeva un aumento della dose della somministrazione endovenosa settimanale di OMO-103 in monoterapia in cicli di 21 giorni, con sei livelli di dose differenti. Gli eventi avversi più comuni sono state reazioni di grado 1 correlate all’infusione, che si sono verificate in dieci pazienti; una tossicità dose-limitante si è verificata al livello di dose 5. Dei 19 pazienti valutabili per la risposta, 12 hanno raggiunto le 9 settimane predefinite per la valutazione dell’attività antitumorale del farmaco e otto di questi mostravano una malattia stabile alla TAC. Un paziente, definito in malattia stabile in base ai criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi, ha mostrato una riduzione del 49% del volume totale del tumore. Sulla base di tutti i dati, la dose raccomandata per la fase 2 di sperimentazione è stata determinata in 6,48 mg/kg e gli autori affermano che «questi risultati e il profilo di sicurezza di OMO-103 incoraggiano ulteriori indagini sulla sua attività clinica e sicurezza in indicazioni specifiche. Inoltre, una combinazione dell’inibizione di MYC con altri trattamenti, come la chemioterapia, la medicina personalizzata e l’immunoterapia, potrebbe aumentare la loro efficacia sia in contesti in cui MYC non è sovraespresso sia dove è amplificato o sovraespresso, un meccanismo comune di resistenza ai farmaci». I ricercatori hanno identificato fattori solubili che sono potenziali marcatori predittivi di risposta farmacodinamica ma «la loro validità e il potenziale ruolo antitumorale richiedono ulteriori test, in una popolazione di pazienti più ampia e omogenea. I marcatori predittivi identificati sono attualmente in fase di test in un nuovo studio clinico dove OMO-103 è somministrato in combinazione con la chemioterapia standard, in cui la firma predittiva viene utilizzata per la selezione dei pazienti», concludono gli autori.





