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27/05/2024Il trattamento con afami-cel induce risposte cliniche durature in pazienti con sarcoma sinoviale avanzato già molto trattati, dando prova che è possibile utilizzare le terapie basate su linfociti T ingegnerizzati anche nei tumori solidi
I risultati dello studio di fase II SPEARHEAD-1, pubblicato di recente su The Lancet, mostrano risposte durature in pazienti con sarcoma sinoviale già molto pretrattati, indicando che le terapie basate su linfociti T ingegnerizzati possono essere utilizzate per colpire in maniera efficace anche i tumori solidi.
Afamitresgene autoleucel (afami-cel) è stato progettato utilizzando cellule T del paziente geneticamente modificate per produrre una proteina che si lega a MAGE-A4 tramite la proteina HLA-A*02, presente sulla superficie delle cellule tumorali. Afami-cel ha mostrato una sicurezza accettabile e un’efficacia promettente in un precedente studio di fase 1 e nel gennaio 2024 la FDA ha approvato la revisione prioritaria per afami-cel come farmaco biologico per il trattamento di pazienti con sarcoma sinoviale avanzato. Nello studio di fase II in aperto non randomizzato SPEARHEAD-1, gli autori hanno valutato l’efficacia di afami-cel per il trattamento di pazienti con sarcoma sinoviale metastatico oppure non resecabile o con liposarcoma mixoide a cellule rotonde, che esprimono HLA-A*02 e MAGE-A4. A un totale di 60 pazienti (52 con sarcoma sinoviale confermato dalla citologia, 8 con liposarcoma mixoide a cellule rotonde), che avevano ricevuto una media di tre precedenti linee di chemioterapia sistemica a base di antracicline o ifosfamide, è stata somministrata una singola dose di afami-cel per via endovenosa dopo linfodeplezione. Il tasso di risposta globale è stato complessivamente del 37% e del 39% (17 su 44) per i pazienti con sarcoma sinoviale e del 25% (due su otto) per i pazienti con liposarcoma mixoide a cellule rotonde; gli eventi avversi più comuni di grado 3 o peggiore sono risultate essere le citopenie e non si è verificato alcun decesso correlato al trattamento. Come ha affermato l’autrice principale, Sandra D’Angelo del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York: «Questi risultati hanno un impatto clinico, considerando l’attuale standard di cura e le limitate terapie disponibili per i sarcomi avanzati. I dati suggeriscono che un trattamento una tantum con afami-cel abbia il potenziale di prolungare la sopravvivenza, consentendo ai pazienti che hanno risposto alla terapia di interrompere la chemioterapia. I risultati di questi studi di fase 1 e 2, complessivamente, suggeriscono che afami-cel possa produrre risposte durature con un profilo rischio/beneficio accettabile nei pazienti con sarcoma sinoviale avanzato che esprime MAGE-A4. Questi dati sono stati utilizzati per richiedere l’approvazione della Food and Drug Administration statunitense che, se concessa, a nostra conoscenza sarebbe la prima per una terapia basata su linfociti T ingegnerizzati nei tumori solidi».





