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20/05/2024Associare palbociclib a fulvestrant non migliora la sopravvivenza libera da malattia, ma l’ulteriore aggiunta di avelumab ha effetti positivi: i risultati del trial PACE
I risultati dello studio PACE, pubblicati di recente sul Journal of Clinical Oncology, mostrano un beneficio nella sopravvivenza libera da progressione di malattia quando palbociclib e avelumab vengono aggiunti a fulvestrant in pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2-.
Lo studio randomizzato multicentrico di fase II PACE ha arruolato 220 pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2-, la cui malattia era progredita durante la precedente terapia con CDK4/6i e inibitori dell’aromatasi, per valutare se continuare l’inibizione di CDK4/6 utilizzando palbociclib con il passaggio a fulvestrant migliori o meno gli esiti rispetto all’uso del solo fulvestrant. Le pazienti, per lo più in postmenopausa, sono state assegnate in modo casuale a ricevere fulvestrant, fulvestrant più palbociclib o fulvestrant più palbociclib e avelumab. I risultati hanno mostrato una mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia pari a 4,8 mesi con fulvestrant e di 4,6 mesi con fulvestrant più palbociclib; la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia nel gruppo fulvestrant, palbociclib e avelumab è stata di 8,1 mesi. Come affermano gli autori, «lo studio PACE dimostra che mantenere l’inibizione di CDK4/6 dopo la progressione di malattia, cambiando allo stesso tempo l’inibitore dell’aromatasi a favore di fulvestrant, non produce un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto al solo fulvestrant. La prolungata sopravvivenza libera da progressione di malattia con la tripletta (fulvestrant, palbociclib e avelumab) supporta l’evidenza preclinica che gli inibitori dei checkpoint immunitari possano produrre un’attività sinergica con gli inibitori CDK4/6 in questa popolazione di pazienti e ciò richiede ulteriori ricerche. I risultati di questo studio supportano anche la continua ricerca di biomarcatori predittivi per il tumore mammario metastatico HR+/HER2–». La differenza nella sopravvivenza libera da progressione di malattia con l’associazione di fulvestrant e palbociclib e la tripletta di fulvestrant, palbociclib e avelumab rispetto al solo fulvestrant è stata infatti maggiore tra i pazienti con alterazioni di ESR1 e PIK3CA al basale. Come ha scritto in un editoriale l’editor associato di JCO Gini Fleming, «Palbociclib non dovrebbe essere continuato oltre la progressione di malattia. La tendenza a un beneficio con l’aggiunta di avelumab è interessante e dovrebbe stimolare ulteriori ricerche sull’uso dell’inibizione dei checkpoint immunitari nel carcinoma mammario con recettori ormonali positivi».





