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24/02/2025Un basket trial di fase 2 mostra un’attività antitumorale significativa con questo protocollo senza chemioterapici in pazienti con tumore mammario metastatico mutato in HER2 e già trattate in precedenza
I risultati del basket trial di fase 2 SGNTUC-019, recentemente pubblicati su Nature Medicine, mostrano che un protocollo privo di chemioterapia a base di tucatinib e trastuzumab ha un’attività antitumorale clinicamente significativa, con risposte durature e tollerabilità favorevole, in pazienti con carcinoma mammario metastatico mutato in HER2 e già trattate in precedenza.
SGNTUC-019 è uno studio basket di fase 2, in aperto, che valuta tucatinib, un inibitore della tirosin-chinasi mirato a HER2, in combinazione con trastuzumab in pazienti con tumori solidi e mutazioni di HER2. Trentuno pazienti sono state arruolate nella coorte con carcinoma mammario metastatico mutato in HER2; in queste pazienti il tasso di risposta globale (endpoint primario) è stato del 41,9%. La durata della risposta è stata di 12,9 mesi e la sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata pari a 9,5 mesi. La combinazione di tucatinib e trastuzumab, con fulvestrant in aggiunta per le pazienti con recettori ormonali positivi, è stata ben tollerata e coerente con il profilo di sicurezza già noto per questa combinazione. «Le analisi esplorative dei biomarcatori hanno mostrato risposte in pazienti che presentavano diverse mutazioni di HER2», sottolineano gli autori. «I limiti di questa analisi sono le dimensioni ridotte della coorte e la mancanza di un gruppo di confronto. Inoltre, la durata del follow-up è stata breve; pertanto, i dati di sopravvivenza globale sono immaturi, essendosi verificati relativamente pochi eventi, e dovrebbero essere interpretati con cautela». Tuttavia, gli autori concludono che «la combinazione di tucatinib e trastuzumab, con fulvestrant nella malattia positiva ai recettori ormonali, è stata ben tollerata ed è risultata clinicamente attiva in pazienti con carcinoma mammario metastatico mutato in HER2 e già trattato in precedenza. Questi risultati supportano ulteriori indagini sulle terapie mirate a HER2 in pazienti con mutazioni di HER2».





