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21/07/2025Inavosilib in associazione a palbociclib e fulvestrant comporta un significativo beneficio di sopravvivenza nel tumore mammario avanzato mutato in PIK3CA rispetto a placebo con palbociclib e fulvestrant
Nuovi dati dello studio di fase 3 INAVO120, recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno mostrato un significativo beneficio in termini di sopravvivenza globale per inavosilib in associazione a palbociclib-fulvestrant rispetto al placebo in associazione a palbociclib-fulvestrant nel carcinoma mammario avanzato con mutazione in PIK3CA.
Nelle pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico mutato in PIK3CA, positivo per i recettori ormonali e HER2-negativo, che avevano avuto una recidiva durante o entro 12 mesi dal termine della terapia endocrina adiuvante, lo studio INAVO120 ha dimostrato un significativo beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia per inavosilib in associazione a palbociclib-fulvestrant rispetto a placebo in associazione a palbociclib-fulvestrant. In questo nuovo articolo gli autori presentano i risultati dell’analisi finale della sopravvivenza globale; dopo un follow-up mediano di 34,2 mesi (nel gruppo trattato con inavosilib) o 32,3 mesi (nel gruppo placebo), la mediana di sopravvivenza globale è stata di 34 mesi con inavosilib e 27 mesi con placebo. Una risposta obiettiva è stata verificata nel 62,7% del gruppo trattato con inavosilib e nel 28% del gruppo placebo. Gli eventi avversi hanno portato all’interruzione di inavosilib nel 6,8% dei pazienti e all’interruzione del placebo nello 0,6%: iperglicemia, stomatite o infiammazione delle mucose, effetti tossici gastrointestinali ed effetti tossici oculari sono stati più frequenti con inavosilib rispetto al placebo. Come affermano gli autori, «Il miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione di malattia riportato in precedenza è stato mantenuto durante il periodo di follow-up più lungo. Il beneficio clinico precoce con inavolisib e la percentuale più elevata di pazienti con una risposta oggettiva nel gruppo trattato con inavolisib rispetto al gruppo placebo supportano ulteriormente l’efficacia di questo trattamento, in particolare nei pazienti con caratteristiche della malattia indicative di una prognosi sfavorevole, in cui un controllo precoce e rapido della malattia è fondamentale per ottenere migliori risultati a lungo termine».





