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20/10/2025Precemtabart tocentecan, un farmaco immuno-coniugato anti-CEACAM5, mostra un profilo di sicurezza prevedibile e un’attività antitumorale promettente nel carcinoma colorettale metastatico
In un nuovo studio di fase I, recentemente pubblicato su Nature Medicine, il farmaco immuno-coniugato anti-CEACAM5 precemtabart tocentecan (Precem-TcT) ha mostrato un profilo di sicurezza prevedibile e un’attività antitumorale incoraggiante in 40 pazienti con carcinoma colorettale metastatico già molto pretrattati.
CEACAM5, una glicoproteina di superficie cellulare che modula l’adesione, la differenziazione e la proliferazione cellulare, è espressa in maniera limitata sulle cellule adulte sane, ma è sovra-espressa nel carcinoma colorettale e in altri tumori solidi; dal momento che circa il 90% dei tumori del colon-retto sovra-esprimono CEACAM5, questa rappresenta un bersaglio terapeutico ragionevole. Precem-TcT è un innovativo farmaco immuno-coniugato anti-CEACAM5 che trasporta come payload l’inibitore della topoisomerasi 1 exatecan. Gli autori hanno testato Precem-TcT su 40 pazienti con carcinoma colorettale metastatico refrattario all’irinotecan, già molto pretrattati; la dose massima tollerata è stata determinata in 2,8 mg/kg ogni 3 settimane e dopo una mediana di durata del trattamento pari a 19,1 settimane, il 7,5% dei pazienti ha avuto una risposta parziale confermata. La mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 6,7 mesi e il 10% dei pazienti ha continuato il trattamento dopo il cut-off. Come concludono gli autori, «Il farmaco immuno-coniugato anti-CEACAM5 Precem-TcT ha dimostrato un profilo di sicurezza prevedibile e una promettete efficacia in 40 pazienti con carcinoma colorettale metastatico già pesantemente pretrattati. Considerata la solida base preclinica e l’incoraggiante attività antitumorale a dosi tollerabili (fino a 2,8 mg/kg), lo studio PROCEADE-CRC-01 in corso sta esplorando schemi di somministrazione alternativi di Precem-TcT e combinazioni con bevacizumab, con o senza capecitabina, o bevacizumab con 5-fluorouracile in questa popolazione di pazienti che hanno esigenze cliniche ancora insoddisfatte».



