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04/08/2025La terapia adiuvante con cemiplimab ha portato a una maggior sopravvivenza libera da malattia rispetto al placebo nel carcinoma cutaneo squamocellulare ad alto rischio di recidiva
In uno studio randomizzato di fase 3 pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine, la terapia adiuvante con cemiplimab ha portato a una sopravvivenza libera da malattia più lunga rispetto al placebo in pazienti ad alto rischio di recidiva di carcinoma squamocellulare cutaneo.
Nello studio di fase 3 C-POST un totale di 415 pazienti con carcinoma squamocellulare cutaneo locale o regionale ad alto rischio di recidiva, dopo resezione chirurgica e radioterapia postoperatoria, sono stati randomizzati a ricevere cemiplimab, un anticorpo anti-PD-1, o placebo. Dopo un follow-up mediano di 24 mesi, la sopravvivenza libera da malattia è risultata superiore con cemiplimab rispetto al placebo, con una sopravvivenza libera da malattia stimata dell’87,1% con cemiplimab e del 64,1% con placebo. Cemiplimab ha ridotto il rischio di recidiva locoregionale e a distanza; eventi avversi di grado 3 o superiore si sono verificati nel 23,9% dei pazienti trattati con cemiplimab e nel 14,2% di quelli trattati con placebo. L’interruzione del protocollo a causa di eventi avversi si è verificata nel 9,8% dei pazienti del gruppo cemiplimab e nell’1,5% del gruppo placebo. «In questa analisi primaria dello studio di fase 3 C-POST, tra i pazienti ad alto rischio di recidiva di carcinoma squamocellulare cutaneo dopo terapia locale definitiva la sopravvivenza libera da malattia è stata significativamente più lunga con la terapia adiuvante con cemiplimab rispetto al placebo», affermano gli autori. «Il rischio di recidiva di malattia o di morte è stato inferiore del 68% con cemiplimab rispetto al placebo. Il rischio di recidiva locoregionale è stato inferiore dell’80% con la terapia adiuvante con cemiplimab rispetto al placebo, quello di recidiva a distanza è stato inferiore del 65%. Inoltre, il profilo di sicurezza di cemiplimab nel contesto della terapia adiuvante è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto per la monoterapia con cemiplimab nel contesto della malattia avanzata o metastatica. In questo studio perciò la terapia adiuvante con cemiplimab, rispetto al placebo, ha portato a un ampio beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia nei pazienti ad alto rischio di recidiva di carcinoma squamocellulare cutaneo», concludono gli autori.





