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26/01/2026In un trial di fase 1 cellule CAR7 T universali ottenute con l’editing di una base hanno indotto una remissione nella leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria, consentendo un trapianto di staminali nella maggioranza dei pazienti
Un nuovo studio di fase 1, recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine, dimostra che cellule CAR7-T universali ottenute con editing genetico di una base possono indurre la remissione in pazienti con leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria, consentendo così il successo del trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche.
Questo studio di fase 1, il primo del genere, ha coinvolto 9 bambini di età inferiore ai 16 anni e 2 adulti (in regime di uso compassionevole) con leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria; dopo la linfodeplezione, i pazienti hanno ricevuto cellule CAR7-T anti-CD7 modificate (BE-CAR7), prodotte mediante editing con CRISPR da C a T su cellule T da donatore. Queste cellule BE-CAR7-T non richiedono la compatibilità con i riceventi e i risultati hanno dimostrato che sono sicure e possono essere poi rilevate nel sangue di tutti i pazienti. Al giorno 28, nove pazienti (82%) hanno mostrato una remissione profonda che ha permesso loro di procedere al trapianto di cellule staminali, che ha eliminato le cellule BE-CAR7-T rimanenti e ha supportato la ricostituzione multilineare derivata dal donatore. Complessivamente, 7 degli 11 pazienti (64%) che hanno ricevuto la terapia sperimentale sono rimasti in remissione continua da 3 a 36 mesi dopo il trapianto. Le riattivazioni virali erano frequenti e 3 pazienti hanno avuto complicanze virali clinicamente significative dopo il trapianto; una leucemia con perdita di espressione di CD7 è stata documentata in 2 pazienti. Come ha affermato il coordinatore dello studio, Waseem Qasim dell’University College di Londra, «Abbiamo mostrato in precedenza risultati promettenti utilizzando l’editing genomico di precisione per bambini con un tumore del sangue aggressivo e i dati in questo numero maggiore di pazienti confermano l’impatto di questo tipo di trattamento. Abbiamo dimostrato che le cellule CAR-T universali o “standard”, modificate con l’editing delle basi, possono individuare e distruggere casi molto resistenti di leucemia CD7+. Tra le limitazioni di questo approccio ci sono la perdita dell’antigene CD7 e il rischio di complicanze virali».





