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09/03/2026L’aggiunta di camrelizumab alla chemioterapia neoadiuvante migliora significativamente il tasso di risposta patologica completa nel tumore mammario triplo negativo in stadio iniziale o localmente avanzato
L’anticorpo anti-PD-1/PD-L1 camrelizumab aggiunto alla chemioterapia neoadiuvante ha migliorato significativamente il tasso di risposta patologica completa in pazienti con carcinoma mammario triplo negativo in fase iniziale o localmente avanzato, come dimostra un nuovo articolo recentemente pubblicato su JAMA.
Il trial CamRelief è uno studio clinico di fase III randomizzato, in doppio cieco, che ha arruolato un totale di 441 pazienti con carcinoma mammario triplo negativo in fase iniziale o localmente avanzato provenienti da 40 centri in Cina. Le partecipanti sono state randomizzate a ricevere una terapia neoadiuvante con camrelizumab o placebo in combinazione con una chemioterapia ogni 2 settimane. Dopo un follow-up mediano di 14,4 mesi, la risposta patologica completa è stata raggiunta nel 56,8% del gruppo camrelizumab-chemioterapia rispetto al 44,7% del gruppo placebo-chemioterapia; eventi avversi di grado 3 o superiore si sono verificati rispettivamente nell’89,2% e nell’83,1% delle pazienti, e sono stati generalmente coerenti con i profili di sicurezza noti dei farmaci chemioterapici e della monoterapia con camrelizumab, senza nuove segnalazioni di sicurezza. Come concludono gli autori, «L’aggiunta di camrelizumab a una chemioterapia neoadiuvante intensiva a base di platino ha migliorato significativamente il tasso di risposta patologica completa. I benefici della chemioterapia con camrelizumab rispetto alla risposta patologica completa sono stati coerenti nei diversi sottogruppi. Gli eventi avversi sono stati più frequenti nel gruppo camrelizumab-chemioterapia, ma nella maggior parte dei casi non ha compromesso la prosecuzione della chemioterapia ed è stata in linea con i profili noti di ciascun regime».





